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Il grassello di calce ha avuto nel tempo un'importanza fondamentale nelle finiture degli antichi edifici storici, impreziosendoli e fornendo nel tempo una valida protezione dell'intonaco e della muratura.
Il Colorificio Veneziano è riuscito a mettere a punto un prodotto che mantiene inalterate le caratteristiche delle antiche finiture a calce rapportandolo alle moderne esigenze di lavorazione nel cantiere.
Il grassello utilizzato come materia prima è una calce spenta a lunga stagionatura, ottenuta dalla cottura di pietre calcaree scelte.
Tale pietra per divenire un "lagante" aereo negli impasti, deve subire prima una particolare cottura in particolari forni e poi lo spegnimento.
La cottura dura all'incirca 20 ore ad una temperatura di 900°C, e durante questo processo (detto anche decarbonatazione), le pietre liberano l'acqua e l'anidride carbonica in esse contenute.
La decarbonatazione consente alla pietra di trasformarsi da carbonato di calcio in ossido di calcio, ossia calce viva.
La calce viva così ottenuta viene spenta per immersione in acqua dolce; durante questo processo detto di idratazione si ha una reazione esotermica, cioè si ha un forte sviluppo di calore.
Si ha quindi il passaggio da ossido di calcio a idrato di calce.
Questa reazione è molto lunga in modo da portare alla formazione di cristalli con caratteristiche leganti idonee.
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